PIETRA BIANCA 2

L’ESTRAZIONE  DELLA MAGNETITE  

 

DALLA FERRERA AL TRAVERSO-BANCO


Sul versante sinistro dell’alta val Sessera, nel settore di Pietra Bianca, sono presenti alcune piccole miniere di magnetite. Quella di Pietra Bianca 2 ha funzionato dal 1784 al 1804 in relazione con l’alto forno di Rondolere, ma era già stata attiva nel XVI secolo, come si desume da una infeudazione del duca Emanuele Filiberto del 1570, in una fase tecnologica caratterizzata dall’abbattimento a fuoco (l’uso della polvere da sparo si diffonde nel Biellese solo a partire dal 1671). Sul pendio e nel sottosuolo coesistono perciò strutture e residui di lavorazione risalenti a epoche distanti tra loro.

La miniera arcaica si sviluppa in parte in superficie, con una trincea ricolmata, e in parte in sotterraneo, con camere e cantieri di abbattimento ingombri di ripiene ricche di carboni di legna.

La miniera moderna consiste in un traverso-banco e in alcune gallerie di ricerca che hanno intercettato i lavori precedenti a una quota intermedia; a questa fase appartiene la discarica di sterile visibile all’uscita del traverso-banco.

Nel bosco sottostante l’area estrattiva sono sparsi i frammenti delle pareti di un forno metallurgico, riconoscibili dallo stato di forte termoalterazione. Questi resti si distribuiscono a ventaglio sul versante: all’apice di tale ventaglio si trova un terrazzino artificiale che doveva ospitare il forno, sui cui resti sepolti stanno oggi i ruderi di un piccolo edificio della fase moderna.

La posizione sul pendio e l’assenza di canalizzazioni idriche permettono di escludere che si tratti di un alto forno (o forno di riduzione indiretta) e fanno invece propendere per un basso forno (o forno di riduzione diretta). Non si può per ora precisare l’epoca di funzionamento, che è comunque anteriore al XIV secolo: è infatti improbabile che una installazione tecnologicamente arretrata come un basso forno potesse funzionare nel Biellese del XVI secolo, all’epoca della infeudazione di Emanuele Filiberto, dato che in altre parti del Piemonte, come le valli di Lanzo, l’alto forno era già in uso alla metà del XIV secolo.

Sezione verticale schematica della miniera di Pietra Bianca 2, coltivata in più fasi tecnologiche.

1 = frammenti di pareti termoalterate di un forno di riduzione diretta (ante XIV secolo); 2 = masso-frantoio manuale; 3 = ruderi di edificio minerario moderno (1784-1804) fondato sui resti del forno di riduzione diretta; 4 = profilo schematico di un forno di riduzione diretta (disegno L. Eschenlohr); 5 = cantiere di abbattimento arcaico (ante 1671) ingombro di ripiene ricche di carboni; 6 = camera di abbattimento arcaica; 7 = trincea arcaica ricolmata; 8 = iscrizione rupestre relativa alla «Permissione» («P▪») mineraria ottenuta l’11 maggio 1784 da G.B. Rei di Bioglio; 9 = traverso banco moderno (1784-1804) con discarica all’uscita.

4- profilo schematico di un forno di riduzione diretta

7 = trincea arcaica ricolmata

3 = ruderi di edificio minerario moderno (1784-1804) fondato sui resti del forno di riduzione diretta

6 = camera di abbattimento arcaica

8 = iscrizione rupestre relativa alla «Permissione» («P▪») mineraria ottenuta l’11 maggio 1784 da G.B. Rei di Bioglio

6 = camera di abbattimento arcaica