MINIERE E METALLURGIA

RICONOSCERE E DISTINGUERE

 

In alta Valsessera due storie parallele


Tra il 2000 e il 2008 si s
ono svolte in alta val Sessera estese ricerche archeologiche, promosse inizialmente dal DocBi - Centro Studi Biellesi e successivamente dalla Comunità Montana Valle di Mosso. Le indagini hanno portato a riconoscere, in un patrimonio archeo-minerario e archeo-metallurgico prima sostanzialmente indifferenziato, siti e strutture destinati all’estrazione e al trattamento della magnetite (ossido di ferro) da siti e strutture destinati all’estrazione e al trattamento dei solfuri misti, tra cui in particolare la galena (per il piombo argentifero) e la calcopirite (per il rame). Hanno così preso forma due storie parallele, non coincidenti per cronologia, uomini e mezzi impiegati. Nella datazione assoluta dei lavori estrattivi, la discriminante è la presenza/assenza di fori di barramina, indici dell’uso della polvere da sparo: tale uso si diffonde solo in età moderna, in Europa a partire dal 1617, in Piemonte dal 1671 circa. Le escavazioni sulle cui pareti si vedono i solchi lasciati dai punteruoli sono perciò anteriori e risalgono a età medioevale o proto-moderna (XIII-XVI secolo).
 

Vena mineralizzata portata in luce dall’erosione, con filoncini e lenti contenenti piombo argentifero (galena), rame (calcopirite) e ferro (pirite).

L’alto forno di Rondolere, destinato alla riduzione indiretta della magnetite, dopo il restauro ricostruttivo.

Sezione stratigrafica di un sondaggio archeo-metallurgico in corso di studio pedologico.

Carpenterie lignee facenti parte degli impianti minerari di Argentera superiore.