RONDOLERE

DAL MINERALE AL PRODOTTO FINITO

 

Risorse ambientali e siderurgia alla fine dell’ancien régime


Nel 1788 sorge a Rondolere uno stabilimento siderurgico per il trattamento della magnetite di Pietra Bianca. Gli impianti comprendono un alto forno, che produce ghisa che viene poi trasformata in masselli di acciaio negli edifici adiacenti. La presenza di forno di affinazione, maglio idraulico, forge e impianti accessori indica che lo stabilimento era equipaggiato pgiungere sino al prodotto finito (zappe, asce, bidenti...) e per riparare e riciclare ferri usurati. La scelta del sito cade su Rondolere non solo per la vicinanza alle miniere, ma anche per l’abbondanza di legname dei boschi circostanti, da cui ricavare il carbone di legna per i varii trattamenti termici (riduzione, affinazione, fucinatura a caldo, forgia), e ancora di più per la possibilità di convogliarvi acqua dal Sessera per mezzo di due gore: la rotazione dell’albero a camme che aziona i due magli e la ventilazione forzata di forni e forge, che avviene mediante apposite macchine soffianti denominate «trombe idroeoliche», sono infatti ottenute sfruttando la forza idraulica. Con i suoi impianti non più utilizzati né modificati dopo il XVIII secolo, Rondolere costituisce la rara testimonianza materiale di un completo ciclo produttivo proto-industriale.
 

Il sito archeo-siderurgico di Rondolere come si presenta dopo gli scavi e i restauri ricostruttivi, con alto forno, forno di affinazione e una forgia protetti da tettoie

Montante lapideo sagomato del maglio idraulico, recante incisa la data dell’impianto (8 agosto 1788). In basso a destra, sezione orizzontale e modellino dell’oggetto intero (in bianco la parte confitta nel terreno)

Sezione di uno spezzone di lingotto di ghisa prodotto a Rondolere

Ricostruzione grafica dell’area archeo-siderurgica di Rondolere e dei singoli impianti (disegni F. Corni)

Camino dell’alto forno dopo gli scavi e i restauri ricostruttivi