TORRETTE

UN ESEMPIO DI ESTRAZIONE MINERARIA A CIELO APERTO

 

CONSEGUENZE POSITIVE DI UNA FRANA


Nel 1992 una frana si è distaccata dalle pendici Ovest della Colma del Balmello e ha percorso il canalino del rio delle Torrette, sradicando la vegetazione e portando in luce ampi lembi di substrato roccioso.

L’evento naturale ha avuto l’effetto di riportare in luce l’ingresso di una galleria situato a valle della pista, nell’alveo del Sessera, e, più in alto sul versante, alcuni segmenti discontinui di trincea a cielo aperto che seguono un filone di quarzo con pirite e galena affiorante lungo il rio.

La sistemazione del rilevato della pista ha successivamente ricostruito l’ingresso della galleria, mentre la vegetazione ha ripreso possesso del canalino delle Torrette, mascherando i lavori a cielo aperto.

Questi ultimi risultano realizzati senza ausilio di polvere da sparo, tant’è che non vi sono fori di barramina, mentre in alcuni punti del paramento si notano cicatrici di punteruolo: si tratta perciò di opere anteriori al XVII secolo, che, per l’aspetto arcaico, potrebbero risalire alla fase di sfruttamento medioevale impersonificata in alta val Sessera da Umberto de Patrico e soci.

La galleria, lunga quasi 170 metri e scavata negli anni subito dopo il 1867, è stata esplorata e rilevata nel 1992 nel corso di una ricerca speleologica. Verso il fondo essa presenta un fornello ascendente, che induce a ritenerla una galleria di ricerca e di ribasso destinata a raggiungere da sotto il filone sfruttato dai primi minatori, di cui nel XIX secolo si erano evidentemente riconosciuti i lavori.

 

L’alveo del rio delle Torrette come si presentava nel giugno 2000 a pochi anni dalla frana (a sinistra) e come appare oggi (settembre 2014) dopo la riconquista vegetale (a destra).

Campione di minerale proveniente dalla trincea a cielo aperto (lunghezza 27 centimetri).


Trincea a cielo aperto portata in luce dalla frana

Trincea a cielo aperto portata in luce dalla frana

Filone di quarzo, con filoncini e moschettature di pirite e poca galena, in una zona fratturata delle sieniti dove il rio delle Torrette scorre su roccia